Carota

Carota

Carota

Nome scientifico: Daucus carota

è una pianta erbacea dal fusto di colore verde appartenente alla famiglia delle Apiaceae.

Descrizione

è anche uno dei più comuni ortaggi. Il suo nome deriva dal latino tardo carōta, a sua volta dal greco καρωτόν (karōton). La carota spontanea è diffusa in Europa, in Asia e nel Nord Africa.

Ne esistono molte e diverse cultivar che sono presenti in tutte le aree temperate del globo. Allo stato spontaneo è considerata pianta infestante e si trova facilmente in posti assolati ed in zone calde e sassose.

Nella zona della sibilla
la si può trovare nei terreni coltivati o semi coltivati. La si può raccogliere tutto l’anno. Il colore puro della radice é bianco. La dolcezza che regala lascia un gusto gradevole nonostante la prevalenza della parte fibrosa e legnosa.

In cucina si apprezza la radice che viene utilizzata nelle più svariate maniere, dai dolci, alle fritture, cruda o cotta.

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Primula comune

Primula comune

Primula comune

Nome scientifico: Primula vulgaris

è una pianta della famiglia delle Primulaceae, che fiorisce agli inizi della primavera.

Descrizione

Viene chiamata anche coi nomi  primavera e  occhio di civetta. È una pianta erbacea perenne acaule (ossia i fiori e le foglie nascono direttamente dal rizoma sottostante). La fioritura è unica nel corso dell’anno (sono piante “monocarpiche”, un solo frutto nell’arco della stagione).

L’altezza varia da 8 – 15 cm. La forma biologica è del tipo emicriptofita rosulata, ossia sono piante con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve, con foglie disposte a formare una rosetta basale. Il nome del genere (“Primula”) deriva da un’antica locuzione italiana che significa fior di primavera.

Nella zona della sibilla
si raccoglie nei mesi primaverili nelle zone boschive ed umide. Le foglie ed i fiori sono commestibili e regalano sapori vicini alla liquirizia.

Le foglie sono buonissime sia crude che leggermente scottate. I fiori cambiano l’aspetto a dessert piatti contemporanei e ricette innovative.

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Aglio Orsino

Aglio Orsino

Aglio Orsino

Nome scientifico: Allium ursinum

è una pianta bulbosa, erbacea, perenne, appartenente alla famiglia delle Amaryllidaceae.

Descrizione

Alta 25-40 cm, le foglie sono larghe, hanno consistenza carnosa e sono di un color verde lucente. Inoltre sono caratterizzate da un forte odore pungente di aglio. I fiori sono bianchi e foglie larghe. Il bulbo ha la forma oblunga fascicolata di colore biancastro da cui spuntano direttamente le foglie e lo scapo floreale.

L’Aglio Orsino è largamente utilizzato nei paesi nordici per le sue naturali qualità officinali e per le sue molteplici proprietà terapeutiche quali quella depurativa, antisettica, antiasmatica, ipotensiva, diuretica, vaso-dilatatrice, febbrifuga.

Nella zona della sibilla
si trova sia nelle aree pianeggianti che in quelle montuose. Viene raccolto durante due periodi, il primo quando va in fiore dove il profumo e giovanile e gli umori più intensi il secondo quando arriva a piena maturazione per apprezzare i sapori ed i profumi più concentrati.

Viene utilizzato in tutte le cucine del mondo in molteplici maniere.

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Melissa vera

Melissa vera

Melissa vera

Nome scientifico: Melissa officinalis

è una piccola pianta perenne erbacea aromatica dai delicati fiori labiati appartenente alla famiglia delle Lamiacee.

Descrizione

 

Nella zona della sibilla
E presente in pianura e in collina ,le sue note agrumate regalano essenze mediterranee la sua foglia leggermente pelosa ricorda la cugina dell’ortica ma non avendo le stesse proprietà.

In cucina viene apprezzata sia cruda che cotta… viene utilizzata anche per infusi ed estrazioni. 

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Finocchio

Finocchio

Finocchio

Nome scientifico: Foeniculum vulgare

è una pianta erbacea mediterranea della famiglia delle Apiaceae (Ombrellifere).

Descrizione

Conosciuto fin dall’antichità per le sue proprietà aromatiche, la sua coltivazione orticola sembra che risalga al XVI secolo.
Da esso è derivato il termine infinocchiare, senso di “truffare, imbrogliare” che deriva dalla pratica di utilizzare il finocchio come
antipasto per ingannare il gusto del cliente nei confronti di un vino di scarsa qualità o di utilizzarne i semi per alterare il gusto del vino imbottigliato.

Nella zona della sibilla
Si trova dalle quote più pianeggianti a quelle collinari più alte. Il profumo e disarmante e i fiori frutti cambiano completamente il sapore di una classica frittura. 
In cucina e molto apprezzato per le porchette gli infusi sale cotture lunghe al forno. 
Crudo rende il meglio di se ma crea difficoltà digestive.

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